Menu principale:
Razze varie - Descrizione caratteriale
IL LAGOTTO
ORIGINI E ATTITUDINI
Il lagotto romagnolo è un magnifico cane italiano rustico come pochi e del tutto devoto ad una sola missione: la cerca del tartufo.
E’ in effetti l’unico cane specializzato per la cerca del tartufo, nonostante possano essere impiegate diverse razze ed incroci.
Il lagotto nasce nelle paludi di Comacchio come cane da recupero della preda in acqua (da qui il nome di “lagòt”), ma dopo la bonifica della paludi gli astuti tartufai della zona ne hanno colto immediatamente i pregi e lo hanno selezionato per la cerca del tartufo.
Allegro e brioso per definizione è pienamente descritto nell’appellativo di “re dei boschi”, dove mostra il meglio di sé ispezionando accuratamente il terreno apparentemente senza fatica con un movimento allegro e ritmico della coda che aumenta quando è vicino alla meta.
Le doti che lo rendono unico nel suo compito sono un interesse scarsissimo per il selvatico, che gli permette di lavorare senza distrazioni, una facile addestrabilità e uno straordinario olfatto e attitudine alla cerca.
E’ un grande lavoratore, attento e preciso che non si distrae facilmente e resta sempre a vista del conduttore con il quale si instaura una stretta collaborazione durante il lavoro. Ma nel lagotto troviamo più di una semplice predisposizione alla cerca olfattiva che molti cani di altre razze possiedono, lui ha innata la voglia e la capacità di cercare e cavare il tartufo. Lo dimostrano bene i cuccioli che già a due mesi di età se portati nel bosco accanto ad un cane più esperto iniziano subito a darsi da fare come se l’avessero sempre fatto e con molta facilità individueranno e scaveranno il tartufo. E’ fondamentale dunque la spontaneità e la sua capacità di iniziativa nella cerca. Col tempo poi si perfezioneranno i comandi o alcuni dettagli ma un buon lagotto non si fa pregare per iniziare a lavorare.
Lo vedrete distrarsi in un unico caso: la presenza nei paraggi di pozze d’acqua o fiumi! L’amore per l’acqua è pari all’amore per il tartufo e non mancherà occasione di vederlo tuffare nel primo torrente a disposizione.
NELLA VITA
Al di fuori dei boschi è un cane facilmente gestibile e allegro dal temperamento vivace, non ha in genere problemi con persone sconosciute verso le quali al massimo si mostrerà un po’ riservato e diffidente senza però essere aggressivo. E’ un ottimo avvisatore dell’arrivo di estranei nel proprio territorio ma non è un guardiano in senso stretto.
Convive facilmente con altri cani e con animali vari, dolce e attento con i bambini che saranno considerati dei compagni di gioco e trattati con l’attenzione che rivolgerebbero ad un cucciolo.
Non è un cane iperattivo ma ha comunque bisogno di sentirsi utile e di fare qualcosa con il compagno umano al quale rivolgerà il suo tipico sguardo interrogativo occhi negli occhi domandando: ”e ora che si fa?”. Sa godersi però molto bene i momenti di calma e tranquillità aspettando la prossima occasione di gioco o lavoro.
E sempre disposto a seguire il proprietario in qualunque avventura o attività nuova e nella vita quotidiana si mostrerà in tutta la sua affettuosità, talvolta anche eccessiva, con continue richieste di contatto fisico.
Ha un carattere mite ma orgoglioso per questo non ama le imposizioni, se maltrattato o reso succube si chiude in sé stesso e sarà difficile recuperare la sua fiducia, preferisce un rapporto di sana collaborazione anche nel quotidiano, ovviamente necessita di una corretta educazione di base che avverrà senza troppe difficoltà.
MORFOLOGIA
L’aspetto del lagotto è unico nel suo genere, si presenta come un cane riccioluto e di media mole, mai esile o che dia sensazione di fragilità, per eseguire bene il suo lavoro necessita di una testa moderatamente larga che lasci così spazio ad un ampio muso e di conseguenza ad un tartufo voluminoso e predominante. E’ preferibile una canna nasale un filo più lunga piuttosto che una troppo corta che ridurrebbe lo spazio per la mucosa olfattiva. Lo sguardo è quello di un cane intelligente, amichevole e attento.
L’impressione generale è di un cane forte e solido ma raccolto, che ispira potenza atletica nonostante le dimensioni ridotte, deve possedere un torace ben sviluppato nelle tre dimensioni per ovvie ragioni di lavoro. La zona lombare deve essere solidissima e larga e si congiunge ad una groppa di lieve inclinazione (dai 25 ai 30°) che consente la giusta spinta del posteriore.
Il mantello è decisamente riccio e a tessitura lanosa, ruvido al tatto, con evidente sottopelo, è idrorepellente e consente al cane di lavorare anche tra le spine. Sul muso troviamo mustacchi, barba e sopracciglia ben sviluppati che gli danno un’espressione simpatica. E’ da considerarsi difetto un mantello che non ha tali caratteristiche in particolare se il riccio non è corretto, questo è uno dei motivi per cui nelle esposizioni dovrebbe essere fortemente penalizzata qualsiasi acconciatura del pelo (cotonature ecc..), ma si richiede solamente una toelettatura corretta che mantenga inalterate le caratteristiche della razza. I colori del lagotto sono il marrone, roano- marrone, bianco marrone, bianco arancio, arancio, bianco sporco, mai nero.
E’ necessario tosarlo almeno due volte nell’arco di un anno, di più se si hanno esigenze legate al lavoro. Se lasciato crescere a dismisura il pelo inizierà a formare nodi ed infeltrirsi conferendogli un aspetto trasandato e sporco e predisponendo a problemi cutanei e parassitosi esterne.
Un aspetto fondamentale per la salute del lagotto è la pulizia della orecchie. Si tratta infatti di una razza con crescita di peli all’interno del condotto uditivo, questi vanno regolarmente rimossi con una manualità semplice e poco fastidiosa per il cane che ovviamente dovrà essere abituato sin da cucciolo a farsi manipolare e pulire le orecchie per evitare che il cerume e il pelo vadano a formare una sorta di tappo e favoriscano l’insorgenza di otiti.
D’altro canto il lagotto è un cane rustico che gode di buona salute, non soffre il freddo piuttosto lo vedrete abbattuto nelle ore più calde d’estate.
PATOLOGIE EREDITARIE
Le patologie ereditarie a cui è soggetto sono fondamentalmente due: la displasia dell’anca e l’epilessia giovanile.
La displasia è più frequente di quanto si pensi, nonostante la mole ridotta ed è bene controllare i riproduttori e non utilizzare cani displasici come fattrici e stalloni.
L’epilessia giovanile (JE) è stata studiata approfonditamente da svizzeri e finlandesi per capirne la natura e l’ereditarietà.
Si tratta di una sindrome simil-epilettica che include vari sintomi (tremori, atassia, ipermetria, crisi convulsive) che si riscontrano nei cuccioli e che tendono a sparire man mano che il cane cresce ma provocando in casi sporadici la morte dell’animale.
Dagli studi è emerso che si tratta di una patologia del cervelletto dovuta ad una mutazione di un gene ben preciso. Questo ha consentito di mettere appunto un test genetico in Finlandia per il controllo della patologia. I cani testati possono risultare dunque carrier, free o affected a seconda dei casi.
L’epilessia giovanile è sovrapponibile alla cosiddetta atrofia cerebellare del lagotto che rappresenterebbe una ulteriore mutazione dello steso gene e una forma dunque più grave della stesa patologia.
In Italia i cani tesati sono pochissimi finora ma ci si augura di averne un numero sempre maggiore.
Merita di essere menzionata anche l’alopecia stagionale del lagotto, una perdita di pelo che si riscontra nelle femmine durante il periodo invernale localizzata sui fianchi. Non è invalidante e il pelo ricresce alla successiva primavera. Gli studi sono scarsi ma si pensa sia legata al fotoperiodo e a conseguenti cambiamenti ormonali nella cagna.
ESPOSIZIONI E LAVORO
Le esposizioni canine in Italia e all’estero contano un sempre maggior numero di lagotti presenti ma è necessario non dimenticarsi che si tratta di un cane da lavoro anche sul ring, quindi attenzione a non cadere nelle selezioni basate solo sulla bellezza a discapito del carattere e delle capacità lavorative e soprattutto bisogna fare attenzione a mantenere l’aspetto fiero e solido del lagotto. Alcuni giudici purtroppo già parlano di distinzione tra linee di lavoro e linee di bellezza ma il Club finora è stato chiaro in merito: non devono esistere due linee, la razza è una e va mantenuta inalterata per le sue qualità e caratteristiche. Il recupero del lagotto e il riconoscimento sono costati tempo e fatica al club che ha lavorato con un’idea ben precisa: preservare la razza.
L’ENCI attualmente non prevede una classe lavoro ma il Club Italiano Lagotto organizza comunque prove di lavoro per il campionato sociale, dove molti soggetti si destreggiano nella cerca del tartufo. Le qualità valutate nelle prove sono numerose, tra cui il portamento e l’andatura che devono essere adatti alle varie fasi di cerca e al tipo di terreno e nel complesso denotare allegria e volontà di lavorare. La cerca deve essere secondo lo standard di lavoro “volonterosa, avida e determinata, esprime intuito ed iniziativa, viene espletata su linee diagonali con frequenti cambi di direzione, incrociando il terreno che deve essere ispezionato in modo minuzioso e dettagliato”. Deve dimostrare intelligenza, concentrazione, olfatto e un legame assoluto con i conduttore del quale seguirà prontamente eventuali comandi. Infine si valuta la forata, cioè la capacità del lagotto di scavare e recuperare il tartufo.
ALTRE ATTIVITA' SPORTIVE O DI UTILITA' SOCIALE
Ma il lagotto non è impiegato solo nella cerca del tartufo, anche in altre attività sportive dimostra tutta la sua energia e voglia di fare. Attualmente in Italia e all’estero il lagotto lavora anche nella ricerca di superficie, compito che svolge con dedizione e naturalezza.
Emiddio Sodano, addestratore di cani da cerca su macerie racconta di lui: “Il Cucciolo preso ha subito dimostrato la sua naturale vocazione, la ricerca; mi sono divertito tantissimo a metterlo difficoltà e Lui mi ha sempre fatto capire che il suo divertimento è stato il cercare. Quindi devo dire onestamente che il lavoro con lui è stato molto facilitato e che il suo carattere sensibile e collaborativo mi ha aiutato tantissimo in questa disciplina. Ora a distanza di quasi sei anni dalla sua nascita posso dire di aver trovato una razza che risponde efficacemente alle qualità richieste da una attività collaborativa come la ricerca di persone. Nel corso di questi anni ho addestrato e tuttora addestro cani per la ricerca e ancora non ho trovato un sostituto o una alternativa al mio lagotto. Sicuramente sono di parte, ma ho potuto vedere la faccia stupita di altri conduttori che lo hanno visto lavorare, uno per tutti è stato il giudizio dato dal campione mondiale di ricerca in superficie per l'anno 2008, Roman Starman, che mi ha confessato che il suo prossimo cane sarà sicuramente un lagotto.”
Marta Liberatoscioli
http://lagottoromagnoloetartufi.blogspot.com/
Da parte mia vi posso allegare alcuni video e foto su alcuni lagotti in azione in obedience e agility. La razza è attualmente molto molto amata nei paesi scandinavi, dove viene utilizzata in tutte le discipline !!!
Ecco un lagotto che gareggia in agility e paragility
http://personal.inet.fi/koti/lagotto/agitulokset08.htm
Un lagotto si è invece imposto l'anno scorso alle selezioni svizzere per i mondiali di obedience ed è entrato in squadra partecipando ai mondiali a Bratislava. Il suo nome è Snooperdogs Cindy detto Indy.
Ecco i filmati :
http://www.lagotto-passione.ch/index.asp?page=info&info=233&theme=2&web=21&menue=355
Menu di sezione: